Preziose, necessarie. Un tempo, perché strumento di difesa. Oggi, perché emblema di bellezza e maestosità. Le cinta murarie, nel corso della storia, hanno ricoperto un ruolo di assoluta centralità. E le città murate sono assurte a patrimonio d'inestimabile valore. In un'Italia costellata di tali tesori, il Veneto scopre d'esserne ricchissimo. Tant'è. La giunta Regionale per il 2005 ha deciso di stanziare dieci milioni di euro in interventi di tutela e restauro (una somma cospicua, che segue i 500mila euro del 2003 e il milione del 2004 versati per gli studi e la programmazione). I mezzi, dunque, ci sono. Si tratta ora di impiegarli in modo razionale e coordinato. Come, se ne discuterà nel convegno in programma domani a Soave. «Città murate del Veneto. Tra necessità di conservazione e sviluppo turistico» il titolo. Appuntamento alle 9 presso la Cantina di Soave-Auditorium di Borgo Covergnino. Promosso dall'Associazione «Città Murate del Veneto» (35 le realtà aderenti, Giuseppe Pan il presidente) e dal Comune di Soave con il patrocinio della Regione Veneto, l'incontro vedrà riuniti i principali soggetti interessati. «In palio, c'è un Veneto più bello», sottolinea con fermezza l'assessore regionale ai Lavori Pubblici Massimo Giorgetti, che interverrà accanto al presidente Pan e al direttore regionale per i Beni Culturali Pasquale Malara. «Significativa è la presenza di tutte le sovrintendenze per i Beni Ambientali e Architettonici del Veneto (Giovanna Gaudini per Verona, Rovigo e Vicenza; Guglielmo Monti per Venezia, Belluno, Padova e Treviso, n.d.r.)», prosegue Giorgetti. «Molte volte, infatti, per un medesimo intervento si sono riscontrati modi di agire diversi Per innescare il volano economico e turistico, oltre che culturale e artistico, dobbiamo dar vita a una filiera di città murate». Che, in Veneto, non sono poche. Secondo un recente censimento della Regione, la nostra terra ne conta ben 44. Ma quali sono gli elementi che le contraddistinguono? «Le città murate- spiega Pan- presentano sistemi fortificati urbani di origine medievale o rinascimentale, integrati spesso da opere di difesa realizzate dorante l'Otto-cento». Una stratificazione d'interventi susseguitisi perciò in tempi molto lunghi. Verona l'esempio più eclatante. La cinta muraria scaligera è infatti il risultato di una sequenza di successivi ampliamenti e modifiche apportate sin dall'epoca romana. Poi via, giù per i secoli, fino ad arrivare alla dominazione austriaca e alla fase unitaria. «Il passaggio dal Medioevo al Rinascimento - prosegue Pan - segna una mutata concezione architettonica. Da cinta semplici, alte e snelle, impunturate da esili torri che formano catene lunghe qualche centinaio di metri, si passa a fortificazioni massicce e ai terrapieni». Ne danno ampia dimostrazione Cittadella e Montagnana. La prima, un borgo «nuovo» nato nel 1220, costituisce oggi uno dei modelli meglio conservati d'architettura militare medievale veneta; la seconda deve la sua fama a una cinta lunga circa 2 km e intervallata da 24 torri esa-gonali. «Le mura persero la loro utilità già nell'Ottocento - aggiunge il presidente - allorché le città iniziarono ad "aprirsi" versol'esterno». Naturale, quindi, il loro progressivo abbandono. «In alcuni casi-interviene l'architetto Malara - furono addirittura usate come cave edilizie. In altri, utilizzate come supporto per fabbricati da innalzarsi lungo i toro possenti lati (da citare, a tal proposito, Maròstica)». Il Veneto, comunque, può dirsi una regione «fortunata». «Le nostre cinta murarie sono in buone condizioni», conclude Pan. «E, soprattutto, presentano un'incredibile varietà. Le più imponenti le troviamo a Bassano, Castelfranco, Montagnana e Monselice. Insuperabile il fascino di Soave, Lazise e Malcesine, con i loro castelli che paiono sospesi nel tempo".
Mura storiche, dieci milioni per salvarle
La Regione Veneto ha stanziato 10 milioni di euro per la tutela e il restauro delle cinta murarie. Il convegno "Città murate del Veneto" si terrà a Soave per discutere come utilizzare i fondi in modo razionale e coordinato. La città murata del Veneto è ricca di tesori e il Veneto ne conta 44. Le cinta murarie presentano sistemi fortificati urbani di origine medievale o rinascimentale e sono state utilizzate come cinta semplice, alta e snella, o come fortificazioni massicce e terrapieni. Alcune città murate, come Cittadella e Montagnana, sono state utilizzate come cave edilizie o come supporto per fabbricati.
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