L'assessore lancia la battaglia dopo le lamentele dei negozianti Coro bipartisan contro finti mimi e mendicanti Liberare via dell'Archiginnasio dagli «pseudo» artisti di strada che ogni giorno assediano la biblioteca universitaria e i negozi vicini. L'assessore al Commercio, Nadia Monti, lancia la battaglia contro musicisti improvvisati e finti mimi: un giro di vite chiesto a gran voce dai dipendenti delle attività commerciali e dai lavoratori della biblioteca. Il 24 maggio, in una lettera indirizzata al sindaco, avevano già chiesto un intervento urgente, parlando di una «violenza quotidiana». Così l'assessore apre alla possibilità di includere musei e biblioteche tra i luoghi vietati alle esibizioni, colmando così il vuoto lasciato dal regolamento sulle esibizioni di strada: autorizzate al massimo per un'ora ma non nelle vicinanze di scuole, ospedali e luoghi di interesse storico artistico. Purtroppo la delibera con l'elenco con gli spazi di pregio ancora non esiste. Risultato: nel 2012 la polizia municipale è riuscita a multare solo 12 persone. A sostegno delle lamentele c'è un coro politico bipartisan. Pasquale Caviano, capogruppo Idv in Comune, parla di «situazioni fonte di degrado, da contrastare con tutti gli strumenti possibili», mentre la consigliera del Pd, Raffaela Santi Casali, si spinge oltre invocando un «regolamento acustico severo». Sul fronte opposto, Michele Facci, consigliere Pdl, punta il dito contro la «mancanza di una campagna per il decoro e la tutela della quiete pubblica». La questione è ben conosciuta dal presidente del quartiere Santo Stefano, Ilaria Giorgetti: «I disturbatori non sono artisti di strada, ma mendicanti rom, occasionalmente musicisti». E si dice allarmato anche il numero uno di Confesercenti Bologna, Sergio Ferrari. «La città vive una situazione di degrado spiega e quando certi fenomeni diventano troppo forti diventano irreversibili. Serve ordine, non si può vivere così, né per i bolognesi, né per i turisti». Chi suona in strada da anni lamenta gli stessi problemi. Carlo Spongano è diventato con il tempo un simbolo di Bologna. Dal 1995 inonda i portici di via Indipendenza con la musica del suo sassofono, sempre in compagnia di un cane chow chow. «Capisco quelle lamentele, hanno ragione. E' stato dato troppo spazio a persone che non c'entrano nulla con l'arte di strada. Questo settore viene gestito con troppa leggerezza e i T days hanno peggiorato molto la situazione». Nel fine settimana, secondo il musicista 51enne, nelle vie del centro domina il «far west»: «È stata concessa troppa libertà e spazio a tutti. Io e altri, come Beppe Maniglia, abbiamo portato Bologna fuori dai suoi confini, perché siamo sempre stati corretti. Mi è capitato di avere qualche discussione con i commercianti, ma quando non sono stato gradito sono sempre andato via. Con il tempo mi hanno chiamato anche da altre città». Sotto il portico incriminato di via dell'Archiginnasio suona invece da qualche mese Federico, 21enne bolognese, armato di chitarra acustica per combattere la crisi. «Non riuscivo a trovare lavoro e sapendo suonare la chitarra ho pensato di guadagnare qualcosina racconta Federico . In media riesco a fare tra i 5 e i 10 euroalgiorno, con le feste arrivo a 20. Non mi lamento ma è vero che sabato e domenica è molto più difficile lavorare. Alcuni fanno molto rumore, per questo preferisco non suonare nel fine settimana». L'assessore Monti ha anche espresso la sua contrarietà all'operazione «Piazza pulita» del ministro dei Beni culturali, Lorenzo Ornaghi, che ha dichiarato guerra alle bancherelle nei centri storici. «È un'idea preoccupante commenta Monti . Mercati e fiere svolgono un'importante funzione sociale ed economica». Parole condivise dal segretario degli ambulanti Ascom, Anna Maria Beckers: «Siamo sempre stati disponibili a riqualificare le piazze con strutture adeguate. I mercati devono rispettare delle regole di decoro, ma non devono scomparire».