La direttiva del ministero: alle soprintendenze più potere di tutela delle aree storiche. Nardella: strumento utile per San Lorenzo Architetti contro Nardi: «Su piazza della Repubblica il Comune non mi ha ascoltato, così mi sono dimesso dalla commissione» Dal ministero dei Beni culturali un'arma in più per il Comune, che grazie alla «direttiva per il decoro» potrà giocare una carta importante nel delicato braccio di ferro con gli ambulanti di San Lorenzo. Ottantaquattro le bancarelle che Palazzo Vecchio vuole eliminare dalla piazza, per ridare splendore alla basilica, spostando gli ambulanti in piazza del Mercato Centrale: un traguardo che, a due anni dal primo annuncio, il Comune non è riuscito a centrare. C'è poi il problema dei dehors. Il sindaco Renzi non sembra gradire quelli di piazza Duomo, che offuscano la visuale della facciata. Come rimuoverli? Con le autorizzazioni triennali, appena rilasciate e in piena regola, sarà una missione impossibile. Quasi, però. Perché la direttiva firmata dal ministro Lorenzo Ornaghi conferisce alle soprintendenze il potere di tutela delle aree storiche e monumentali delle città. Il criterio? Tutte quelle che esistono da oltre 70 anni, a Firenze praticamente tutte. Negli spazi individuati dai dirigenti dei beni architettonici, la soprintendenza potrà intervenire per «evitare la compromissione del patrimonio culturale» per assicurare maggiore decoro. Qualche esempio a Firenze: via le bancarelle in piazza Duomo e Signoria; idem in San Lorenzo. Tutto possibile, ma molto complicato. L'intervento del ministero era scattato nelle settimane scorse per arginare il caos dei camion-bar e delle bancarelle che, a Roma, cancellavano la vista di Pantheon e Colosseo. Ornaghi però ha firmato solo una direttiva (strumento più blando), anziché procedere con un decreto, che avrebbe garantito poteri decisamente più forti a Comuni e soprintendenze. E alla fine si è scelta la strada meno dolorosa. «Un provvedimento contraddittorio, che blinda ogni piazza, via e spazio pubblico italiano che abbia più di 70 anni, cacciando dai centri urbani gli operatori che agiscono nel pieno della legalità e non facendo nulla per combattere la piaga dell'abusivismo», protesta Anva-Confesercenti, sindacato degli ambulanti di Confesercenti. «Il grave inasprimento voluto dal ministro non ci aiuterà a conservare meglio il nostro patrimonio artistico, ma avrà un effetto devastante su un settore che vale 15 miliardi di euro l'anno». Soddisfatto per il provvedimento, ma non troppo, il vicesindaco di Firenze: «Confido in questa norma per la partita di San Lorenzo spiega Dario Nardella bisogna però essere chiari: questa norma non potrà certo inficiare i poteri del Comuni, unici titolari in materia di commercio». Il vicesindaco tiene inoltre a ribattere alle critiche degli architetti sui nuovi dehors di piazza della Repubblica, etichettati come «monumentali ed impattanti»: «Basta con queste critiche assurde si sfoga il vicesindaco prima gli architetti chiedono concorsi internazionali di progettazione, poi si portano fino in fondo con buoni risultati ma loro protestano lo stesso». Sempre in merito alla questione dehors, l'architetto Claudio Nardi racconta la sua esperienza: «Facevo parte dell'apposita commissione, poi mi sono dimesso perché non ascoltato spiega Nardi Per quanto riguarda piazza della Repubblica in particolare, la commissione di cui facevo parte non ha mai indicato, in nessun momento, la soluzione da adottare e tanto-meno sono stati visionate soluzioni e progetti, evidentemente frutto di elaborazioni successive al febbraio 2011». Il risultato sono stati quei dehors «pesanti», che non piacciono granché nemmeno alla soprintendenza ai beni architettonici che li aveva autorizzati: «Il progetto, una volta realizzato, era di impatto decisamente più forte di quello valutato su carta».