Confesercenti lancia l'allarme dopo la direttiva-Ornaghi sul decoro IL CONTENUTO. I SOVRINTENDENTI INDICHERANNO Al COMUNI LE AREE PUBBLICHE DOVE VIETARE O RIDIMENSIONARE L'ESERCIZIO DEL COMMERCIO EFFETTO COLLATERALE. NALDONI: «CON IL DECRETO RONCHEY GLI ABUSIVI PRESERO IL POSTO DEI VENDITORI REGOLARMENTE AUTORIZZATI» NE' LEGGE NE' DECRETO POICHE' SI TRATTA DI UNA DIRETTIVA NON MODIFICA LE COMPETENZE DELL'AMMINISTRAZIONE COMUNALE IL VICESINDACO DARIO NARDELLA. Il provvedimento del governo può diventare uno strumento positivo se rafforza la collaborazione tra Comune e sovrintendenze TRASFERIMENTO BANCHI. E' in corso una battaglia legale tra il Comune e gli operatori L'OBIETTIVO DEL COMUNE. E' quello di liberare la basilica spostando le bancarelle nella piazza LA DIRETTIVA sul decoro, firmata dal ministro Ornaghi, piomba sulla tregua armata fra Comune e ambulanti del mercato di San Lorenzo: prototipo dei possibili «obiettivi sensibili» nel mirino, tanto da venire scelto come esempio a livello nazionale. «Se la direttiva fosse applicata dice infatti Maurizio Innocenti, presidente di Anva Confesercenti verrebbero cancellati mercati storici che hanno ben più di 70 anni come San Lorenzo a Firenze che di anni ne ha circa 1600». «Il mercato di San Lorenzo proprio per essere all'altezza della sua storia deve essere riqualificato replica il vicesindaco Dario Nardella E' vero che della direttiva sul decoro ci sono aspetti che vanno chiariti e non a caso come Anci abbiamo già chiesto un incontro al ministro Ornaghi, ma San Lorenzo non rischia di sparire». Cosa dice la direttiva del Mibac? In sintesi che per rafforzare la tutela nelle aree pubbliche di particolare valore archeologico, storico, artistico, architettonico e paesaggistico, in prossimità dei monumenti interessati da flussi turistici particolarmente rilevanti (ma vale anche per vie e piazze realizzate da oltre 70 anni e non ancora sottoposte a vincolo), i Soprintendenti proporranno ai Comuni l'individuazione di aree dove vietare o sottoporre a condizioni l'esercizio del commercio. L'OPERAZIONE «piazza pulita» sembra dare ulteriore spinta se ce ne fosse bisogno all'intervento del Comune sui banchi di San Lorenzo. Intervento al momento in stand by per il congelamento» di ogni azione «esecutiva» da parte di Palazzo Vecchio in attesa che il tribunale amministrativo si pronunci sui ricorsi degli ambulanti. «La direttiva sul decoro può diventare uno strumento positivo sottolinea ancora Nardella se, rafforzando la cooperazione fra Comune e Sovrintendenze, vuole ottenere lo scopo di migliorare i mercati e non di eliminarli. Anche perché trattandosi di una direttiva e non di una legge né di un decreto, non può toccare le competenze del Comune. Credo che il suo spirito debba essere quello di sensibilizzare alla qualità dell'occupazione del suolo pubblico, che è ciò che noi stiamo cercando di fare con il mercato di San Lorenzo». LE PREOCCUPAZIONI di Anva Confesercenti vanno ben oltre. «Non capiamo perché si debba impedire di offrire servizi commerciali di base ai turisti, limitandone la ricaduta positiva sul tessuto economico italiano commenta Paola Ghelardi, presidente di Anva Firenze Si rischia di innescare tragici meccanismi con ricadute sui posti di lavoro». I150 per cento delle imprese ambulanti, secondo Ghelardi, potrebbe sparire. A Firenze si parla di 2000-2500 concessioni. «Noi siamo disponibili alla collaborazione aggiunge Gianluca Naldoni di Anva ma stabiliamo delle regole e muoviamoci su questa base. E' l'unico modo per evitare eccessi di discrezionalità. Anche per non rischiare che, come avvenne con il decreto Ronchey, i posti lasciati da venditori regolari vengano occupati dagli abusivi».
Firenze. S. Lorenzo, il mercato rischia di sparire. L'ultimo attacco arriva dal ministero
Il Comune di Firenze ha lanciato un allarme dopo la direttiva del ministro Ornaghi sul decoro, che prevede la vietazione o ridimensionamento dell'esercizio del commercio effettivo collaterale nelle aree pubbliche di particolare valore archeologico, storico, artistico, architettonico e paesaggistico. I sovrintendenti indicano ai comuni di individuare aree dove vietare o sottoporre a condizioni l'esercizio del commercio. Il Comune di Firenze si oppone alla direttiva, affermando che non può toccare le sue competenze e che il provvedimento vuole migliorare i mercati e non eliminarli.
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