Direttiva Ornaghi. Il sovrintendente: «Verona esempio da seguire, nulla cambierà» VERONA «Problemi per piazza Erbe a causa della direttiva del ministro Lorenzo Ornaghi? Assolutamente no, anche perché quella piazza, coi suoi banchi, è un pezzo di storia della città, una realtà semmai da proteggere, non certo da cancellare». Il direttore regionale della Sovrintendenza ai Beni Ambientali, Ugo Soragni, spiega il senso e il significato della direttiva del ministro della Cultura, Lorenzo Ornaghi, che punta ad impedire che bancarelle, camion dei panini e ambulanti vari sostino davanti o in prossimità di luoghi di particolare pregio nei centri storici italiani. La parola «bancarelle» aveva fatto rizzare le orecchie ai «piassaròtti», preoccupati che il divieto potesse riguardare anche loro. Ma così, sicuramente, non sarà. «Diciamo intanto - spiega il sovrintendente Soragni - che si tratta di un atto amministrativo, che lascia in vigore ovviamente tutte le normative di legge sul commercio, in base alle quali le decisioni vengono prese dal Comune, lasciando alla Sovrintendenza solo un parere non vincolante». Ciò premesso, il sovrintendente aggiunge che «in questo campo, Verona è un esempio virtuoso. Proprio piazza Erbe, anche a seguito del riordino dei banchi, deciso negli anni scorsi e che ha messo fine al caos di fogge, colori e modalità esistenti in precedenza, è un modello positivo di piazza in cui si fa commercio ma si mantiene anche una importante tradizione storica e perciò anche culturale. La direttiva Ornaghi, al contrario, - prosegue il Sovrintendente - vuole giustamente colpire uno strisciante e forse crescente abuso di questi spazi storici, spesso in atto accanto ai mercati tradizionali come quello di piazza Erbe: parlo ad esempio di quei camioncini che si affollano attorno ai mercati veri e propri, oppure di ambulanti non autorizzati, o di strutture precarie e molto spesso assai brutte, queste sì contrarie al decoro di piazze così importanti e così belle. Queste sono le degenerazioni da colpire, non certo realtà storiche come quella di piazza Erbe, decisamente da preservare».