MILANO Il Consiglio d'Amministrazione della Fondazione Teatro alla Scala, come già anticipato dal Corriere della Sera, ha revocato ieri l'incarico di sovrintendente a Carlo Fontana chiamando al suo posto il direttore della divisione Scala, Mauro Meli. Fontana, milanese, era sovrintendente dal 1990, quando lasciò il Teatro di Bologna per venire a Milano. Ieri, il Cda ha preso atto che il tentativo del sindaco Albertini di trovare una risoluzione «consensuale» con Fontana non è riuscito e pertanto, per «ricondurre all'unicità la conduzione operativa del Teatro che stante la divergenza sulla gestione che da tempo si è manifestata, e negli ultimi mesi si è fortemente acuita tra Fontana, Muti e Meli si è dimostrata irrealizzabile, ha deciso di revocare con effetto immediato, il sovrintendente Carlo Fontana, affidando l'incarico al direttore Mauro Meli». Il Consiglio ha ringraziato Fontana «per i meriti pregressi, relativi all'impegno, alla competenza e alla passione dimostrate nella trasformazione del Teatro da Ente lirico a Fondazione, nella realizzazione e gestione del rinnovo del Pìermarini e nel trasferimento di attività dal Piermarini agli Arcimboldi e rientro». Stante anche una «congiuntura particolarmente negativa» e per «conseguire il sostanziale pareggio di bilancio per l'esercizio 2006», il Cda ha inoltre deciso di istituire un «comitato di controllo interno» composto dai consiglieri Vittorio Mincato e Carlo Secchi e dal presidente del Collegio sindacale Giovanni Cossiga, «allo scopo di assistere il Cda sul funzionamento delle procedure necessarie ad assicurare il controllo arnministrativo e finanziario». Il Cda si è tenuto dalle 9 e mezza all'una a Palazzo Marino mentre, all'esterno, i lavoratori della Scala protestavano, suonando il «Silenzio», cantando brani verdiani ed esponendo striscioni fin dall'alto dell'ellisse di Botta con scritte del tipo: «Fuori i mercanti dal tempio della lirica», «Muti! Parlano i lavoratori» e urlando slogan contro i consiglieri di amministrazione. Alle due del pomeriggio i lavoratori si sono spostati come l'altro giorno dentro la Scala in assemblea. Erano diverse centinaia e hanno avuto accenti molto critici su quella che hanno definito «arroganza» della decisione e «mercificazione» del teatro. Critiche sono state sollevate anche nei confronti di Riccardo Muti e alcuni lavoratori hanno invitato tutti a ribellarsi al clima «instaurato alla Scala». Al termine hanno votato all'unanimità (3 astenuti) una mozione che chiede «le dimissioni del Cda e del nuovo sovrintendente ribadisce gli scioperi sulle 'prime' delle opere- in programma in tutta la stagione e l'astensione dall'intera programmazione del "dittico" diretto da Muti», in programma dal 10 marzo al 23 marzo. Carlo Fontana non ha rilasciato alcun commento in «attesa di prendere visione del verbale del Cda». Il sindaco gli ha fatto recapitare una lettera nella quale si appella «al suo senso di responsabilità e di grande professionalità perché presti acquiescenza alla delibera suddetta nel superiore interesse della Scala, che costituisce uno dei patrimoni più importanti di Milano, dell'Italia e del mondo». Nessuna dichiarazione anche dal nuovo sovrintendente, Mauro Meli. Ma nel pomeriggio il «caso Scala» si è trasformato in un «caso polìtico». All'opposizione; tra sindaco e consiglieri comunali, in atto dopo che l'altra sera questi gli avevano chiesto in Commissione cultura di «astenersi da ogni decisione sulla Scala», si sono aggiunte in serata le dimissioni dell'assessore alla Cultura, Salvatore Carrubba. Poche parole («carenza di informazioni circa le decisioni assunte sul caso Scala anche nei miei confronti. Una separazione, diciamo, consensuale» ha ironizzato l'assessore), molta amarezza e attestati di solidarietà. Alla luce di questa notizia, la seduta del Consiglio comunale è stata sospesa, e per lunedì è stato rissato un Consiglio straordinario sulla Scala. I Ds hanno inoltre chiesto le dimissioni del sindaco: «Chiediamo che il sindaco si dimetta dimostrando di prendere atto della grave crisi politica che si è aperta nell'amministrazione comunale con le dimissioni dell'assessore Carrubba e ammetta di non aver saputo rappresentare gli interessi della città all'interno del Cda Scala». Numerose le critiche alla decisione del Cda Scala da parte dei politici. «Nella vicenda della Scala afferma reuroparlamenta-re, Antonio Panzeri ci troviamo di fronte alla sottrazione di patrimonio comune della città». Toni analoghi da parte di Nando Dalla Chiesa, dal vicepresidente della Provincia Alberto Mattioli, dal candidato alla Regione Riccardo Sarfatti e di tutte le opposizioni. «Vergogna è servita» è il commento di Roberto Caputo, vice presidente del Consiglio della Provincia di Milano di Forza Italia. I sindacati parlano di «uso privato di un patrimonio pubblico». Una parola a favore del Cda è venuta da Maurizio Bernardo, coordinatore cittadino di Forza Italia, che ha parlato di «montatura dalle tinte tutte politiche». Sempre «neutro», infine, il parere del ministro per i Beni culturali, Giuliano Urbani: «Una decisione sul cui merito il governo non deve entrare». IL PERSONAGGIO CHI È Nato a Cagliari 50 anni fa, Mauro Meli si è diplomato in chitarra studiando a Milano con Mauro Storti. Dal 1986 si occupa dell'ideazione e della gestione di progetti culturali e manifestazioni musicali. CARRIERA Sino al 1988 dirige Lario Musica, nel 1989 su invito di Claudio Abbado, diventa direttore artistico di Ferrara Musica. Nel '94-'95 organizza la stagione del Lingotto di Torino. Nel 1996 viene nominato sovrintendente del Teatro Lirico di Cagliari. Lì progetta e realizza, a partire dal 2000, il Festival internazionale, l'Anfiteatro di Cagliari e, dal 2001, il Festival di Sant'Elìsio. Nel novembre 2003, su invito di Riccardo Muti, è nominato Direttore della Divisione Teatro alla Scala. LA SCHEDA IL COMUNICATO DEL CDA Ieri mattina dopo tre ore e mezza di riunione, il Cda della Scala per «ricondurre all'unicità la conduzione operativa del Teatro che si è dimostrata irrealizzabile, ha deciso di revocare, con effetto immediato, il sovrintendente Carlo Fontana, affidando l'incarico al direttore Mauro Meli» LA PROTESTA DEI DIPENDENTI In un'assemblea i lavoratori della Scala hanno votato una mozione che chiede le dimissioni del Cda e del nuovo sovrintendente, ribadisce gli scioperi sulle «prime» delle opere in programma in tutta la stagione e l'astensione dall'intera programmazione del Dittico diretto da Muti, in programma dal 10 marzo al 23 marzo LE REAZIONI POLITICHE ieri la seduta del Consiglio comunale è stata sospesa e per lunedì è stato fissato un Consiglio straordinario sulla Scala. Intanto però sono arrivate le dimissioni dell'assessore alla Cultura, Salvatore Carrubba, mentre l'opposizione a Palazzo Marino ha firmato una dichiarazione in cui chiede le dimissioni del sindaco Albertini
Corriere della Sera
25 Febbraio 2005
La Scala congeda Fontana ma non trova la pace
PI
Pierluigi Panza
Corriere della Sera
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
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