All'attacco: «Vittime della burocrazia, serve il coraggio di cambiare» CI E' ANDATO giù pesante. Con la consapevolezza di farlo («Le sovrintendenti avranno elementi su cui contestare», ha detto). Una premeditazione scientifica, da campagna elettorale. Matteo Renzi prima ha stretto la mano al ministro per i beni culturali Lorenzo Ornaghi, poi gliele ha date di santa ragione. E, infine, se n'è andato senza ascoltare la replica. Roma lo aspettava. Con la rottamazione in punta di lingua, il sindaco candidato alle primarie Pd per il premierato, all'inaugurazione dei tre giorni di forum internazionale dei beni culturali e ambientali in occasione di Florens, nel salone dei Cinquecento, a casa sua, ha pensato bene di tirare un colpo al carrozzone ministeriale, un vecchiume che non passa inosservato. «Il modello di ministero bello e e leggero e innovativo che Spadolini aveva pensato, nel corso di questi quarant'anni ha mostrato i suoi limiti spara Renzi . Per la sua organizzazione che ha dato più spazio alla burocrazia che non all'innovazione. Persino nel linguaggio facciamo riferimento a un modello da Regno di Sardegna, a un modello borbonico: le sovrintendenze». Roba ottocentesca, da rottamare altroché. Lo sapeva, Renzi, che le sue parole non sarebbero scivolate come acqua fresca. «Il signor sindaco è assente replica il ministro , se fosse stato presente lo avrei innanzitutto intrattenuto su una questione filologica che è la distinzione antica tra il soprintendente e il sovrintendente». Ma l'attacco di Renzi aveva giocato d'anticipo sui twitter: «Il ministero dei beni culturali non funziona aveva scritto il sindaco è vittima dei burocrati. Bisogna avere il coraggio di dirlo. E cambiare». Quando si dice la premeditazione. Che pure ha avuto un seguito, sempre internettiano, più strutturato, su face-book. Il ministro, pur facendo autocritica, non è stato lì a porgere l'altra guancia: «Non v'è dubbio che ci possa essere vecchiezza nei modelli organizzativi ha continuato Ornaghi . Un problema per cui va cercata la soluzione. Un problema che non riguarda solo il Mibac ma tutte le amministrazioni e anche quelle comunali. Le lamentazioni in sé non bastano». Altra stoccata. Non per caso davanti all'affresco del Vasari dietro al quale potrebbe celarsi la Battaglia di Anghiari di Leonardo. La cui ricerca, bloccata dopo una tempesta di polemiche qualche mese fa, è stata poi definitivamente interrotta, dopo i primi sondaggi, per l'assenza di autorizzazione da parte della soprintendenza. Anche allora Renzi ebbe modo di richiamare il ministro: «Se ha paura ad autorizzare ciò che viene autorizzato costantemente in tutti i restauri del mondo, aspetteremo che cambi Governo». Magari prima o dopo arriverà il suo.