La Sicilia possiede oltre cento torri di avvistamento, dei fortini che vennero costruiti per difendere le coste isolane dalle incursioni di pirati e musulmani. Un patrimonio importante ma spesso non valorizzato ed in molti casi soggetto a degrado. Il 7 settembre scorso i sindaci dei comuni costieri in cui sono presenti antiche torri di avvistamento si sono riuniti per discutere come poter valorizzare quel patrimonio. C'era anche il Comune di Gela nel cui territorio è presente la torre di Manfria, un monumento che nessuna amministrazione è riuscita a valorizzare. Ci provò alcuni anni fa l' avv. Giovanna Cassarà che, nella veste di assessore ai Lavori Pubblici, della giunta Crocetta, fece incontrare la Soprintendenza ed il proprietario della torre per un progetto di recupero della stessa. Si raggiunse un'intesa sulla carta ma poi non se ne fece niente. L'attuale amministrazione ha mostrato interesse per la Torre di Manfria organizzandovi uno spettacolo durante l' estate. Ora questa nuova iniziativa che vede l' amministrazione aderire ad un'associazione temporanea di scopo, una rete che vede presenti tanti Comuni di tutte le province che si affacciano sul mare ed ospitano quelle antiche torri. L'Ats si chiama appunto " rete delle torri di avvistamento" ed ha come obiettivo unire le forze dei Comuni per organizzare insieme manifestazioni mirate a sviluppare il turismo sfruttando quel patrimonio costiero. Ma si vuole anche accedere ai fondi europei per avere la possibilità di intervenire nel recupero e nella valorizzazione delle torri. Il Comune dunque aderisce a questa rete con uno specifico atto deliberativo. A rappresentare tutti gli aderenti sarà il Comune di Campofelice di Roccella. M. C. G. 09112012