IL 15 settembre Mario Monti e il suo governo varavano il ddl «stop al cemento selvaggio » con l'intento di porre un limite ai danni fin qui perpetrati e proteggere l'agricoltura come elemento essenziale del futuro paesaggio italiano. Qualcuno si è accorto, anche se in grave ritardo, che il nostro paese sta sprofondando nell'anarchia edilizia. L'Istat segnala che mentre la media nazionale di superfici edificate copre il 6,7 nella pianura padana si arriva al 16,4! L'1 novembre Albano Guaraldi con il sindaco di Granarolo e l'assessore Venturi posano per una fotografia che sancisce il via libera ai lavori per la realizzazione del faraonico centro sportivo del Bologna Fc. Nello stesso giorno, Repubblica accoglie una nota di un lettore che stila una serie di coerenti ragionamenti e pone una serie di taglienti domande che io, come altri, rilancio integralmente. Mi chiedo se ci sia qualche penna autorevole che vuol provare a rispondere a questi quesiti, senza giochi di parole e senza condire le risposte di aggettivi come «tendenziose» e «prevenute». Senza entrare nel merito delle polemiche legate alle aziende del sig. Guaraldi e senza pensare alle finanze del Bologna Fc, prendo semplicemente atto del fatto che, dato che il Comune di Granarolo non ha i fondi per occuparsi dell'unico impianto sportivo, ci ritroveremo con un centro sportivo composto da ben 12 campi di calcio. Uno dei maggiori al mondo. Non mi tranquillizzano nemmeno le dichiarazioni che annunciano l'introduzione di vincoli speciali per i terreni circostanti il nuovo centro. Chi ha conoscenza della materia sa perfettamente che di fronte a costruttori forniti di buone causali, le leggi hanno sempre possibilità di essere aggirate. Siamo in molti ad essere stanchi di imprenditori e amministratori incompresi, afflitti dalle maldicenze, squassati dalle illazioni gratuite di qualche purulento cittadino. Siamo esausti di subire l'alternarsi di facce pulite, che lasciano il posto ad altre che, ovviamente, rappresentano il meglio per noi tutti. Faccio appello alla sensibilità di tutti quelli possano impedire l'avanzare di questa ennesima opera inutile. Massimo Neri