Al forum di Florens Matteo attacca, poi se ne va. E il rappresentante del governo lo critica: "Se fosse rimasto qui..." BOTTA e risposta «a distanza» tra il sindaco di Firenze Renzi e il ministro Ornaghi. Botta e risposta «a distanza» anche se la sede in cui parlano è la stessa, il forum di Florens, che però il sindaco lascia dopo aver attaccato e senza quindi poter ascoltare la replica. «Troppa burocrazia nella gestione dei beni culturali» affonda Renzi. E il ministro: «Vecchi siete anche voi e se il sindaco fosse rimasto ad ascoltare glielo avrei detto direttamente». LITE ministro-sindaco ieri a Florens. Renzi accusa ministero e soprintendenze di burocratica vecchiaia. Il ministro alla cultura Ornaghi difende le soprintendenze e rimanda la palla: allora vecchie anche le amministrazioni comunali. Lo scontro è dispari, sottolinea il ministro: a sedia piena (di Ornaghi) l'attacco di Renzi che subito dopo se ne va, a seggiola vuota la risposta di Ornaghi: «Il signor sindaco è assente, ma io gli dico che...». Solo con Renzi Ornaghi non si congratula. Ma «Firenze può davvero essere la capitale della cultura, lo dimostrano questi giorni di Florens», dice congratulandosi, invece, con la città, con Florens, con il suo presidente Gentile. All'inaugurazione, ieri in Palazzo Vecchio della tre giorni di Forum internazionale di Florens a cura di Mauro Agnoletti, Andrea Carandini, Walter Santagata. Renzi parla per primo: «Il ministero dei beni culturali ha dato più spazio alla burocrazia che all'innovazione. Perfino il linguaggio è da regno di Sardegna: soprintendenze e conservazione». I governi hanno tagliato il 30 delle risorse per la cultura in 10 anni, aggiunge: «La cultura non si fa risparmiando, ma investendo». Tocca a Ornaghi, piccato: «Il signor sindaco è assente», rimpiange. Altrimenti gli spiegherebbe il significato del termine soprintendente e perché gli piace: «Mi ricorda l'intendente che fu grande servitore della monarchia francese e capostipite dei prefetti. Non vorrei che la critica alle soprintendenze travolgesse anche le prefetture». Non sorvola su niente il ministro: «Può essere vecchia l'organizzazione del Mibac, ma il problema riguarda tutte le amministrazioni, anche quelle comunali». Inutile lamentarsi, caro sindaco, meglio trovare soluzioni e una sta già nel criticato conservare: «Si conserva perché si salva». Poi si potrà «promuovere ». Chissà se qualcuno si è preoccupato. Il ministro, che ieri in un incontro privato con il cardinal Betori, le soprintendenti, la sovrintendente del Maggio ha assicurato il completamento del nuovo Teatro dell'Opera, pare sia stato l'unico a difendere questa tesi a Roma. Contro il sottosegretario alle infrastrutture Ciaccia e il ministro Barca che temerebbero, si dice, una sottrazione di risorse al Fus a favore del Teatro. Continuerà su questa via Ornaghi? Intanto Renzi su facebook raddoppia: «Il ministero dei beni culturali non funziona. Non si deve spendere meno ma meglio». Ripete anche la necessità di defiscalizzare gli investimenti privati in cultura. «Tutti gli sgravi vanno a un sistema politico che così riesce a perpetuare se stesso», accusa la mattina. E Ornaghi: «Di questi tempi meglio non illudersi ma in un futuro prossimo di defiscalizzazione se ne parlerà». Renzi auspica un nuova classe politica che sappia imporre la cultura al centro. Ornaghi dice: «La classe dirigente lo sa già».