Battistero, a primavera il restauro: i soldi dai privati L'EFFETTO, probabilmente, non sarà tale da eguagliare la magnificenza della Porta del Paradiso, la "sorella" di cui è stato da poco ultimato il complesso restauro. Ma anche la Porta Nord del Battistero contiene tracce d'oro: per capire quanto, e ammirarla nel suo aspetto originario, bisognerà attendere almeno due anni, quando sarà ultimato il delicato intervento di pulitura annunciato ieri dal presidente dell'Opera di Santa Maria del Fiore Franco Lucchesi e reso possibile dai finanziamenti privati raccolti dalla neonata associazione Guild of the Dome, presieduta da Enrico Marinelli. Entro Pasqua, le due gigantesche ante realizzate da Lorenzo Ghiberti tra il 1403 e il 1424, composte ciascuna da quattordici formelle raffiguranti le storie del Nuovo Testamento, saranno rimosse e trasportate all'Opificio delle pietre dure che, sotto la direzione scientifica di Annamaria Giusti, si occuperà del recupero. Al loro posto, una struttura nuda di legno e acciaio che verrà riempita mano a mano con le copie dei singoli pannelli. Terminati i lavori, nel 2015, l'originale non tornerà infatti al Battistero, ma sarà collocata accanto alla Porta del Paradiso nel nuovo museo dell'Opera del Duomo, i cui lavori, stando ai piani ufficiali, verranno ultimati proprio quell'anno. «Per la prima volta ha spiegato Lucchesi le due porte saranno esposte l'una a fianco all'altra, rendendo possibile il confronto tra un Ghiberti con un piede ancora nel Gotico, quello della Porta Nord, e un Ghiberti già pienamente proiettato nel Rinascimento». Un Rinascimento, ha ricordato la sovrintendente al Polo museale Cristina Acidini, «la cui data di inizio viene fatta comunemente coincidere proprio con il concorso per le porte del Battistero, indetto nel 1401 dall'Arte di Calimala». Al momento, sono già sei i privati che hanno dato il loro contributo al restauro: gli americani James e Nancy Greenleaf e Fernando e Patricia Rodriguez, i taiwanesi Stiven Peng e Diana Ling, lo svizzero John Porter, e gli italiani Andrea ed Emanuela Zambon. Ciascuno di essi ha versato 150 mila euro, ricevendo in cambio la copia di una formella. Obiettivo dell'associazione è coinvolgerne sessanta, in modo da raccogliere i fondi anche per la Porta Sud di Andrea Pisano.