Ma mister Prosperius è assolto per l'edificio in costruzione a S.Domenico IL PROFESSOR Mario Bigazzi, patron del gruppo Prosperius, è stato condannato per lo sbancamento della collina ma assolto dall'accusa di aver cercato di realizzare (e realizzato in parte) un edificio abusivo in totale difformità dalla concessione edilizia, come invece sosteneva la procura. Il giudice Matteo Zanobini lo ha condannato a 1 anno e un mese, contro i 3 anni e mezzo richiesti dal pm Giulio Monferini, e ha disposto il dissequestro del cantiere di San Domenico, che era bloccato dal 2009. Perciò, se sarà approvata la variante in corso d'opera che ha già avuto il parere favorevole della commissione paesaggistica comunale e ora è all'esame della Soprintendenza, Mario Bigazzi, che è assistito dagli avvocati Alessandro Traversi e Sara Gennai, potrà realizzare il polo sanitario specialistico nel quale intende unificare le attività chirurgiche un tempo svolte a Villa Cherubini, i centri di riabilitazione e l'istituto di analisi. Oltre che per abuso edilizio in relazione agli «ingentissimi scavi non autorizzati» sul pendio della collina, Mario Bigazzi è stato condannato anche per la gestione non autorizzata delle terre e delle rocce provenienti dal grande sbancamento, disperse per mezza provincia in un gran numero di destinazioni, fra cui i terreni circostanti la stessa abitazione dei Bigazzi e l'area della fattoria di Poggio a Remole dei Frescobaldi. Per gli stessi reati sono stati condannati all'identica pena di 1 anno e 1 mese il direttore dei lavori, architetto Guido Spezza, (difeso dagli avvocati Paola Pasquinuzzi e Duccio Traina), il titolare dell'impresa di costruzioni Alessandro Piccioli (avvocato Fioravanti) e il titolare della ditta di autotrasporti Fabrizio Vangi (avvocato Francesco Bevacqua). A tutti e quattro la pena è stata sospesa. Il responsabile della fattoria di Poggio a Remole Francesco Vivoli dovrà versare 5000 euro per aver sparso «in modo incontrollato » le terre e rocce di scavo in un'oliveta. La procura sosteneva che lo stesso permesso di costruire rilasciato a Bigazzi per realizzare non un polo sanitario ma una residenza per anziani fosse comunque illegittimo perché viziato da mancanza del nulla osta idrogeologico e di quello paesaggistico della Soprintendenza. Anche la Cassazione lo aveva ritenuto illegittimo. Per questo reato e per le relative violazioni paesaggistiche e ambientali erano sotto accusa, oltre a Bigazzi, Spezza, Piccioli e Vangi, anche l'ex direttore dell'urbanistica, architetto Maurizio Talocchini, (difeso dall'avvocato Nino D'Avirro) e il geometra del Comune Bruno Ciolli, ora in pensione (assistito dall'avvocato Felice Cecchi). Il giudice Zanobini ha però assolto tutti con la formula «il fatto non sussiste». Dunque, a suo giudizio, il permesso a costruire era legittimo. I difensori hanno sempre sottolineato come quei terreni di San Domenico avessero una destinazione urbanistica socio-saniprofondo taria e come il progetto di Mario Bigazzi prevedesse volumi inferiori rispetto a quelli autorizzati. Il giudice ha infine respinto le richieste risarcitorie delle parti civili, in particolare di alcuni abitanti della zona che si erano allarmati per l'enorme scavo, così che per scongiurare il cedimento della collina era stata costruita una estesa palificata. Resta da capire se e quanto il nuovo grande polo sanitario aumenterà il carico urbanistico nell'area di San Domenico.