Detriti, buste di plastica e allacci non autorizzati nell'opera fognaria del VI secolo a.C. ALLARME «Cloaca Maxima ». La fogna monumentale di Roma, capolavoro di architettura e ingegneria idraulica, è a rischio crolli. A minare lo stato di salute del complesso archeologico che risale all'epoca dei Re di Roma e funzionante ancora oggi, è lo stato di degrado causato dalla scarsa manutenzione. Fasce di cavi elettrici dismessi e detriti di varia natura che creano un «effetto diga», allacci non autorizzati, scarichi di acque melmose e sfaldamenti in più punti delle strutture delle volte, sono tutti fenomeni che mettono in serio pericolo la tenuta della Cloaca. E le ultime piogge abbondanti ne hanno svelato tutta la debolezza. A partire dall'alluvione del 20 ottobre 2011 che ha fatto esondare la fogna allagando per oltre due metri d'acqua Colosseo e Foro romano. A puntare i riflettori sulla criticità dell'antico sistema fognario, che risale al VI secolo a. C., e che ancora serve il centro storico della Capitale, è stato ieri il convegno dedicato alla Cloaca Maxima organizzato dall'Istituto nazionale di Studi Romani. «L'alluvione dello scorso anno ha dimostrato quanto la Cloaca sia inadeguata di fronte al carico delle acque e soggetta a diffusi intasamenti. Il rischio di inondazioni, allagamenti e smottamenti delle strutture portanti è troppo alto per poter essere tollerato dichiara Maria Grazia Filetici, architetto funzionario della Soprintendenza ai beni archeologici di Roma Per questo abbiamo avviato nell'ultimo anno una revisione del sistema fognario nell'area archeologica centrale, mettendo in evidenza tutte le criticità». Per la Cloaca è stata elaborata una mappa dei rischi, consegnata all'amministrazione capitolina ad agosto scorso, come lavoro conclusivo del tavolo tecnico avviato dopo l'alluvione dell'ottobre 2011. Un documento su cui si attende ancora il riscontro del Campidoglio per intervenire con un restauro, bonifica e operazione di spurgo. «Noi stiamo facendo un'indagine del sistema idrologico e idrografico, cioè delle acque sorgive e dei condotti idraulici, sia antichi che moderni avverte Patrizia Fortini responsabile della Cloaca nell'area archeologica centrale Proprio perché abbiamo avuto problemi di allagamenti dobbiamo verificare la funzionalità dei condotti e ripristinarla ove necessario per mettere in sicurezza i monumenti sovrastanti. Da queste indagini ci siamo resi conto che la scarsa manutenzione ha creato reinterri di gran parte della Cloaca con il conseguente problema di smaltimento delle acque. Si sono evidenziati danni strutturali e necessità di restauri conservativi». Non a caso, la piazza del Clivo Argentario presenta vistosi avvallamenti, segno di cedimenti della struttura sottostante, mentre nel tratto sotto via di San Teodoro la Cloaca evidenzia vistose lesione sulla volta. «Abbiamo riscontrato una serie di immissioni di scarichi moderni che riversano acque nere che minano la stabilità delle strutture archeologiche incalza Fortini oltre a detriti anche di grandi dimensioni come scale, tavoli, sedie, buste di plastica, e grandi fasci di cavi elettrici dismessi che occupano spazio prezioso e fanno da catalizzatore di sporcizia». «Quello che era nato come il grande progetto dei re Tarquini per la sicurezza di Roma, sembra diventato un pericolo per la Roma di oggi», commenta Filetici.
ROMA - L'abbandono della Cloaca Maxima, è rischio crolli
La Cloaca Maxima, la fogna monumentale di Roma, è a rischio crolli a causa della scarsa manutenzione. Lo stato di degrado è causato da detriti, buste di plastica e allacci non autorizzati che creano un effetto diga. Le ultime piogge abbondanti hanno svelato la debolezza del sistema fognario, che risale al VI secolo a.C. Il convegno organizzato dall'Istituto nazionale di Studi Romani ha evidenziato il rischio di inondazioni, allagamenti e smottamenti delle strutture portanti. La Soprintendenza ai beni archeologici di Roma ha avviato una revisione del sistema fognario e ha elaborato una mappa dei rischi.
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