Palermo. Con la proposta al cantautore Franco Battiato di far parte della sua giunta, il presidente della Regione Rosario Crocetta, ha acceso i riflettori sulla Sicilia per la qualità della sua scelta. Che tutto è tranne che frutto di alchimie politiche. Però, Battiato bisogna metterlo nel posto giusto, che non è l'assessorato ai Beni culturali. Infatti, è noto che la competenza sui cosiddetti «Grandi eventi», Teatri, Cinema e Spettacoli è dell'assessorato al Turismo. Quindi, nella speranza che Battiato superi le legittime resistenze, legate ai suoi impegni professionali, è opportuno collocarlo nel luogo in cui potrebbe svolgere efficacemente il compito che gli si vorrebbe affidare: la promozione della Sicilia nel mondo, con manifestazioni di altissimo spessore artistico e culturale. Cioè, l'assessorato al Turismo. Anche l'assessorato ai Beni culturali e dell'identità siciliana dovrebbe essere affidato ad una personalità dotata di grande competenza, per trasformare gli enormi giacimenti culturali cui la Sicilia è ricchissima in fonte di guadagno e non di spesa per il bilancio della Regione. Non è plausibile che nonostante il gran numero di dipendenti regionali, musei, siti archeologici, palazzi monumentali rimangano spesso chiusi per «mancanza di personale». Se non proprio guadagnarci, la Regione con gli introiti delle biglietterie, potrebbe almeno pagarci le spese di gestione e di salvaguardia. Di tutto ciò si parla da anni, ma ben poco è stato fatto in questa direzione. «Non mi sento sul banco degli imputati, anche se non intendo sfuggire alle mie responsabilità», sottolinea Uccio Missineo che sulla poltrona di assessore ai Beni culturali e dell'identità siciliana c'è stato seduto per circa due anni. «Ma sempre - aggiunge - all'insegna della massima precarietà, c'era il quotidiano rischio di avere ritirata la delega, non per ragioni personali ma politiche. Però, un contributo ho provato a darlo, avviando un piano d'azione che potrebbe essere utile per il nuovo assessore ai Beni culturali, augurandogli di avere a sua disposizione tutti i cinque anni della legislatura». Ma vediamo in che cosa consiste il «piano d'azione» di Missineo: 1) creazione di impresa culturale; 2) velocizzazione della spesa europea; 3) reale privatizzazione della gestione dei siti; 4) innovazione tecnologica dell'offerta culturale; 5) internazionalizzazione dell'immagine della Sicilia; 6) integrazione delle azioni promozionali degli assessorati al Turismo e ai beni culturali; 7) tutela del paesaggio. Sette mosse per risollevare il vasto patrimonio dei Beni culturali. Basteranno? «Ho trascorso due anni da assessore ai Beni culturali - continua Missineo - e penso di potere dire con cognizione di causa quali sono le reali criticità, le effettive priorità e le possibili soluzioni su cui concentrarsi per dare una scossa in una regione che, purtroppo, non ha più le risorse né straordinarie né ordinarie per potere proseguire anche il minimo vitale (tutela, conservazione, valorizzazione e fruizione del nostro patrimonio). Non dimentichiamo che dall'ultimo bilancio i fondi per la gestione dei musei e dei parchi archeologici era insufficiente. Un obiettivo che si sta allontanando sempre di più è quello della spesa dei fondi europei del programma operativo Fesr 2007-2013. I fondi europei non sono la panacea di tutti i mali, non possono essere spesi in modo indiscriminato, ma un'adeguata strategia di spesa, così come vuole il programma, può e deve essere la miccia per fare decollare il settore». Ma è tutta l'amministrazione regionale che necessita di un profondo restyling. La riduzione dei dipartimenti da 34 a 23 non ha certamente migliorato l'efficienza della burocrazia. 05112012