Crocetta parte dallo spettacolo. O, meglio, mette nel suo governo Franco Battiato, uomo immagine di riconosciuta popolarità in grado di convogliare in Sicilia grandi eventi. Il cantautore non si occuperà della cultura, lo aveva anticipato al nostro giornale: «Il mio sarà un impegno limitato e senza stipendio». Riteniamo intelligente questa prima mossa del nuovo governatore, crea interesse e anche pubblicità. È solo un inizio in un settore molto complesso, da noi vissuto alla giornata e che coinvolge aspetti della vita sociale ed economica dell'Isola. Il ramo grandi eventi è stato affidato sinora più all'iniziativa privata che a quella pubblica. Eccetto, in positivo, le rappresentazioni classiche di Siracusa e, in negativo, le manifestazioni di Taoarte con qualche merito al settore musica. Rimanendo sempre nel campo dello spettacolo, il nostro giornale in passato aveva lanciato l'idea di allestire, in particolare per l'estate, un unico cartellone di prestigio con produzioni degli enti teatrali siciliani di musica e prosa, già finanziati dalla Regione. Ciò permetterebbe l'utilizzazione dei siti archeologici e di spazi presenti in diverse parti della Sicilia. Una sorta di palcoscenico all'aperto fruibile dal grande turismo, incentivato così a venire nell'Isola, non solo dalle bellezze naturali, ma anche da spettacoli di alto livello. Sarebbe, ovviamente, inutile riproporre il fallimentare Circuito del mito. Semisconosciuto anche agli stessi Comuni dove faceva tappa. S'è sempre sostenuto che il turismo sarebbe oro per la nostra terra. Questa «miniera», però, non è stata mai utilizzata. Quante promesse, quanti progetti. Mai uno che sia andato in porto. Solo alcune iniziative private nel campo della ricettività. I nostri beni archeologici sono serviti per assumere custodi, legati a questo o quell'altro politico, con poca voglia di lavorare e persino impreparati. Oggi il turista trova spesso chiusi i siti di maggiore interesse. Forse sarebbe bene impiegare giovani universitari bisognosi di guadagnare per mantenersi agli studi e che spesso, per sopravvivere, fanno i camerieri nei pub. Occorrerà vedere anche come Crocetta si muoverà nel settore cultura. Se chiamerà intellettuali in condizione di dare dei suggerimenti; se chiederà un concreto apporto alle Università; se costituirà un laboratorio che operi nel territorio in due direzioni: portare la cultura là dove vi sono ragazzi senza alcuna assistenza e che finiscono poi per delinquere; seguire i giovani anche dopo gli studi, cercando di consigliarli e di indirizzarli. Se riuscirà a richiamare quelle «menti» fuggite per mancanza di prospettive e se le affiancherà come tutor ai giovani più promettenti. La cultura è un pozzo inesauribile, ma buio. Basterebbe mettere assieme tante idee e tanta volontà per illuminarlo. Esso è un settore importante per l'economia della Sicilia. Tremonti, quando era ministro, sostenne cinicamente che la cultura non riempie la pancia. Lo ricordiamo perché in occasione della presentazione di Franco Battiato, il nuovo governatore è stato assediato da chi ha perso o sta perdendo il lavoro. Ieri, tra l'altro, è stata una giornata triste per chi vede svanire qualsiasi speranza. C'è chi si è suicidato, c'è chi minaccia di farlo. Ciò non vuol dire che la cultura sia un optional. Nei momenti difficili può servire, specie alle nuove generazioni, per guardare meglio al futuro. La povertà è generata dall'ignoranza. E viceversa. La cultura, gestita bene e aperta a tutti, potrebbe essere un antidoto. 07112012