La dirigente Mibac designata non aveva i requisiti Ora si potrà sostituire Elkann Si sblocca limpasse al Museo Egizio. Carla Gobbetti, designata da Ornaghi alla guida del collegio dei revisori (ma priva di requisiti e senza laurea) ha rinunciato alla nomina, lasciando spazio al commercialista torinese Gian Luca Piovano. Ora via libera al nuovo statuto e alla "staffetta" tra Alain Elkann ed Evelina Christillin. Non sarà Carla Gobbetti, capo segreteria del Capo di gabinetto del Ministro per i beni culturali Lorenzo Ornaghi, la presidente del Collegio dei Revisori dei conti del Museo Egizio. Al suo posto è stato nominato ieri Gianluca Piovano, giovane commercialista torinese, regolarmente iscritto allordine professionale della categoria. Di area Pdl, vicino allassessore regionale Michele Coppola, già presidente della Circoscrizione 1, Piovano è attualmente in carica come revisore al Museo dellAutomobile. Si conclude così, con una lettera dello stesso Ornaghi, che annuncia la rinuncia allincarico della signora Gobbetti, una vicenda che ha avuto dellassurdo. Dal momento che la persona designata lo scorso giugno dal capo di gabinetto Salvo Nastasi al delicato incarico - tanto più delicato in quanto sono in corso al museo grandiosi lavori di recupero e restauro - non solo è priva dei requisiti professionali, ma non è nemmeno laureata. Titoli questi richiesti dal Comune, ma non dal Mibac: Gobetti presiede già infatti il collegio sindacale del Teatro Stabile torinese, oltre che del Centro Teatrale Bresciano. La nomina romana - Carla Gobbetti succedeva a Piergiorgio Re, che per statuto non poteva più essere nominato, avendo già svolto in quel ruolo due mandati - aveva creato parecchi malumori nellAssemblea dei soci, che ai primi di ottobre aveva bloccato lapprovazione del nuovo statuto della Fondazione Museo Antichità Egizie, facendo slittare di conseguenza il passaggio di consegne alla presidenza tra Alain Elkann ed Evelina Christillin. In particolare lassemblea si era spaccata sulle regole da introdurre per accedere allincarico in questione. Per non scontentare lazionista di maggioranza, ovvero il Ministero, anche padrone di casa, si era proposto di inserire una scappatoia: ovvero, su tre revisori, almeno uno doveva essere iscritto al Registro dei revisori. Tutti poi dovevano essere «esperti». Ma al consiglio provinciale la cosa non era piaciuta, motivo per cui lassessore Ugo Perone, che siede nel cda del museo, aveva fatto mancare lapprovazione da parte del suo ente. Sul fronte comunale, lassessore Maurizio Braccialarghe si era detto dellavviso che, se al Ministero vigevano regolamenti diversi da quelli torinesi, necessariamente la palla passava a loro. E così è stato. Ora, con la nomina di Piovano, si dovrebbe procedere alle modifiche allo statuto, anche in merito alla riduzione del numero dei consiglieri, e di conseguenza alla nomina definitiva di Christillin alla presidenza.