PALERMO. Le quattro esedre pompeiane sono ancora coperte dai ponteggi. Ma al di là dei pali di ferro si cominciano a intravedere i colori accesi dei decori voluti 140 anni fa da Giuseppe Damiani Almeyda e ora riportati alla luce, scrostando via la polvere e la muffa di decenni di incuria e abbandono. Il sepolcreto ottocentesco con le tombe in finto marmo è ancora circondato dalla recinzione del cantiere, cosi come la Coffee House un po' più in là e le finte rovine romane dalla parte opposta. E così come la splendida cancellata esterna, questa già del tutto restaurata, ma ancora «impacchettata» in attesa della tanto attesa inaugurazione. Che avrebbe dovuto avvenire il prossimo aprile e che invece slitterà ad agosto. Benvenuti a Villa Giulia, un tempo tappa finale della sontuosa «passeggiata a mare» della Marina. Quel parco intitolato alla viceregina Giulia D'Avalos (moglie del viceré Marcantonio Colonna) , sorto laddove il Sant'Uffizio aveva fino a poco tempo prima celebrato molte delle sue macabre esecuzioni capitali e dove molti anni dopo avrebbe sonnecchiato mansueto e paffuto il celebre leone Ciccio, amatissimo dai bimbi palermitani. L'atto secondo del restyling avviato dal Comune, dopo il punto di non ritomo del sequestro giudiziario, dei carabinieri a presidiare le esedre e dell'inchiesta anti-degrado chiusasi senza condanne, sembra ormai avvicinarsi al traguardo. Anche se si viaggia con quattro mesi di ritardo, causa un progetto rivisto in corsa per volere della Sovrintendenza e di una più restrittiva circolare dei Beni culturali (meno cemento, più attenzione all'aspetto conservativo). Un milione e 800 mila euro, la prima opera pubblica messasi in moto a Palermo grazie ai finanziamenti targati «Agenda 2000». Era l'aprile 2003, due annidi contratto che ora sono diventati due anni e 4 mesi (il 4 agosto 2005 è già segnato in rosso sull'agenda del Comune). «Masolo per queste piccole modifiche in corsa che riguardano essenzialmente la Coffee House -spiega l'architetto Marilù Cannarozzo, direttore dei lavori -. La perizia, la seconda in corso d'opera (la prima aveva riguardato esedre ed il-luminazione, ndr) è stata predisposta lo scorso novembre e abbiamo ricevuto il via libera il 17 gennaio, Ma non ci saranno aggravi nei costi». Nel frattempo, chiuso il capitolo cancellata in ferro (piazzata nel 1855 al posto dell'originaria cinta muraria ricoperta di oleandri), si dedica un'attenzione quasi maniacale al restauro delle esedre che campeggiano al centro della villa, attorno alla fontana dell'Atlante, e che costituiscono indubbiamente la «cartolina» più gettonata di Villa Giulia. L'obiettivo? Riportare alla luce i vecchi decori, senza alcuna aggiunta o manomissione, anche a costo di lasciare ampi squarci nel continuum dei disegni. E per consolidare i padiglioni si fa anche ricorso all'idrossi-do di bario. «Una volta tolti i ponteggi - dice la Cannarozzo - i visitatori potranno rendersi conto di quanto straordinarie siano queste strutture. Nella speranza che in futuro non vengano prese di mira da vandali e teppisti». Già, la vigilanza, tasto dolente. Oggi la salvaguardia della villa, regolarmente apena, è praticamente affidata alla buona volontà dei custodi. Ma di notte rimane deserta e l'accesso per i malintenzionati è rutt'altro che difficile. Mario Milone, assessore comunale al Centro storico, sa che dovrà trovare soluzioni adeguate: «Lo faremo - dice -ma al momento è importante portare a termine i lavori e potere inaugurare la villa restaurata in estate. Non si tratta solo di un arricchimento del patrimonio naturalistico della città, qui siamo di fronte a un'opera di grande valore architettonico e storico». Rimane da lavorare molto, invece, nelle zone più interne del parco. Il sepolcreto e le finte rovine sull'altrettanto posticcia collinetta sono un capriccio tutto ottocentesco, al posto delle originarie fontane ellittiche del secolo precedente. Che però hanno comunque negli anni suscitato la meraviglia dei turisti. Meno felice, almeno esteticamente, è invece stata la realizzazione di un più o meno improvvisato zoo in fondo alla villa, di cui rimangono oggi i resti in totale abbandono di gabbie arrugginite, oltre che il ricordo di Ciccio, il più celebre inquilino della villa, leone d'aspetto, gattone mansueto di fatto. Marco Romano Un appalto di quasi 2 milioni PALERMO. I primi a partire, i primi a concludersi. I lavori di restauro di Villa Giulia hanno inaugurato la stagione palermitana di «Agenda 2000» nell'aprile del 2003 e saranno fatalmente i primi ad arrivare al traguardo, la prossima estate. L'aggiudicazione dei lavori risale all'ottobre del 2002, alle associate palermitane Edilpa e Edilmare. Un appalto da un milione e 800 mila euro che rischiava di perdersi nelle spirali di ricorsi e controricorsi, prima di arrivare finalmente all'inizio dei lavori. L'intervento prevede il restauro del sepolcreto dei siciliani illustri, della Coffee House, della recinzione della villa (su Foro Umberto I, via Lincoln e Orto Botanico), la bonifica del muro di recinzione (sul lato confinante con la sede storica dell'Azienda del gas), l'illuminazione della piazza centrale e soprattutto il restauro delle quattro esedre pompeiane che nel 1866 sostituirono i quattro originari teatrini per la musica di gusto neoclassico. Si tratta del secondo lotto del piano complessivo di recupero della villa. Il primo intervento prese le mosse nell'ottobre del 1996, quando i carabinieri posero sotto sequestro le disastrate e pericolanti esedre e parte della villa, con successivo avvio di un'inchiesta (che si sarebbe comunque conclusa senza produrre condanne). Cinque giorni dopo l'arrivo dei sigilli, l'allora giunta Orlando presentò il progetto di recupero: il via ai lavori arrivò nel settembre del 1997, con un appalto da due miliardi di lire aggiudicato alla Conscoop di Forlì, associata alla Celi di Santa Ninfa. In quel!'occasione - contrariamente a quanto sta succedendo con questo secondo lotto - la villa fu totalmente chiusa al pubblico per due anni: furono restaurati le statue, le panchine, la pavimentazione, le fontane e la grande vasca centrale. Nel dicembre del '99 l'inaugurazione. Tre anni e mezzo dopo sono tornati gli operai, che dovrebbero definitivamente abbandonare Villa Giulia entro il prossimo 4 agosto.
Villa Giulia, cinque mesi all'inaugurazione E tra i ponteggi già spuntano i decori
Villa Giulia, un parco di Palermo, sta subendo un restauro di 2 milioni di euro. I lavori, iniziati nel 2003, prevedono il restauro delle quattro esedre pompeiane, della Coffee House e della recinzione della villa. L'architetto Marilù Cannarozzo spiega che l'obiettivo è riportare alla luce i vecchi decori senza aggiunta o manomissione. I ponteggi che coprivano le esedre sono stati rimossi e si stanno lavorando per consolidare i padiglioni. Il restauro è stato possibile grazie ai finanziamenti di Agenda 2000. La villa, che era stata chiusa al pubblico per due anni, dovrebbe essere inaugurata l'estate prossima.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo