Nel bilancio 2012 due miliardi di spese di gestione E intanto ieri il prefetto Pecoraro ha concesso per lapprovazione altri 20 giorni, pena lo scioglimento del Consiglio Allo stesso modo con cui aveva inaugurato il suo mandato quattro anni fa, il sindaco Alemanno ha scelto di comporre anche lultimo bilancio prima delle elezioni navigando a vista. Il copione scritto tra i numeri e le voci dellesercizio di previsione 2012 (che in un drammatico ritardo deve ancora essere approvato dallAssemblea Capitolina) si ripete come in passato: tante spese e pochi investimenti. Le une ammontano a circa 3,2 miliardi di euro, mentre gli altri si fermano a 1,4 miliardi. E intanto ieri il prefetto Pecoraro ha assegnato altri venti giorni, a partire dal 5 novembre, per lapprovazione del documento finanziario, che dunque va licenziato entro il 25 novembre prossimo. Non solo. Nella diffida precisa anche che «in caso di decorso infruttuoso di tale termine, la normativa vigente prevede la nomina di un commissario ad acta e il conseguente inizio della procedura per lo scioglimento del Consiglio». In sostanza far funzionare la macchina comunale per un anno costa oltre 3 miliardi, ma i denari stanziati per strade, infrastrutture, parcheggi, asili, musei, metropolitane e altro sono meno della metà. Questo almeno allapparenza, ma spacchettando la relazione firmata dalla Ragioneria generale sotto il titolo "Piano di investimenti 2012-2014" emergono particolari ancora più gravi. Il primo riguarda chi mette i soldi per far crescere la città, e qui il Comune di Roma ha una parte veramente risibile. Rispetto agli 1,4 miliardi di investimenti previsti, la quota maggiore (410 milioni) arrivano dalla Regione Lazio, 263 milioni dallo Stato centrale, 238 dai privati e 44 milioni da oneri concessori legati nella totalità alla riqualificazione della Stazione Tiburtina. Facendo il conto, due terzi della spesa prevista (oltre 957 milioni) non dipendono dal Campidoglio, ma da trasferimenti e da finanziamenti esterni. Il Comune, da parte sua, mette sul piatto 409 milioni che saranno reperiti chiedendo prestiti alle banche e utilizzati esclusivamente per la costruzione e lampliamento delle metropolitane. Tolto il grande sogno dei binari sotterranei, quello che resta a disposizione della città sono briciole, poche centinaia di migliaia di euro che in alcun modo saranno in grado di alleviare i mali cronici di Roma. Per fare un esempio significativo, alla voce investimenti stanziati per limmenso patrimonio culturale della Capitale, il Comune ha deciso di destinare poco meno di 4 milioni di euro: 28.518 al Dipartimento Cultura per lacquisto di scaffalature per la collocazione delle collezioni del Museo di Geologia, e 3,7 milioni alla Sovrintendenza Capitolina. Il sindaco prevede di trovare questi fondi dallalienazione del patrimonio immobiliare, e intende trasferirne la quasi totalità al restauro del Mausoleo di Augusto. Fatto questo restano 3mila euro per Villa Torlonia, 9.400 euro per il Museo Carlo Bilotti, 8.500 per il Museo napoleonico e 5.200 euro per i Musei Capitolini. A tanto ammonta il peso della cultura secondo le gerarchie di spesa del Campidoglio, ma non è tutto perché lammontare degli investimenti previsti per gli anni successivi al 2012 è ancor più ridotto. Alla voce Sovrintendenza e Dipartimento dei Beni Culturali il Piano triennale non indica infatti alcuno stanziamento per il 2013 e il 2014. Guardando allinsieme degli investimenti, rispetto agli 1,4 miliardi inseriti nel Piano del 2012, la cifra scende di due terzi nel 2013 (542 milioni) e non raggiunge i 300 milioni per il 2014. È questa lennesima prova che rivela luci e ombre di un Piano investimenti fatto di ordinaria manutenzione ma incapace di guardare al domani e al futuro della città. E anche aggiungendo al Piano lemendamento di Giunta approvato nel luglio scorso, la sostanza non cambia. Gli stanziamenti extra previsti dal documento sono 2,3 milioni per il 2012 e 300mila euro per il 2013. A questi si aggiungono 7 milioni da vincolare agli investimenti in caso di avanzo di amministrazione e qualche altro fondo sempre derivante dallalienazione del patrimonio immobiliare che verosimilmente avrà tempi molto lunghi. Numeri risibili per una città come Roma che ha scelto di bruciare gran parte delle sue risorse sulla spesa corrente rinunciando a qualunque forma di progettualità.
ROMA -Il Campidoglio in rosso cronico mancano i fondi per investimenti
Il Comune di Roma ha presentato il suo bilancio 2012, che prevede spese di gestione di 3,2 miliardi di euro e investimenti di 1,4 miliardi. Il prefetto Pecoraro ha assegnato altri 20 giorni per lapprovazione del documento finanziario, pena lo scioglimento del Consiglio. Il sindaco Alemanno ha scelto di comporre il bilancio navigando a vista, con tante spese e pochi investimenti. La Regione Lazio e lo Stato centrale contribuiscono con la maggior parte degli investimenti, mentre il Comune di Roma mette solo 409 milioni. I denari stanziati per strade, infrastrutture e parcheggi sono meno della metà di quelli destinati alla spesa corrente.
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