Un consiglio comunale straordinario nella Biblioteca nazionale e una corona nell'Arno, gettata dal ponte alle Grazie. Così ieri Firenze ha ricordato le 35 vittime dell'esondazione del 4 novembre 1966, che fece danni incalcolabili alla città e al suo patrimonio artistico. Dopo la seduta, il convegno degli «angeli del fango», anche con i volontari delle alluvioni alle Cinque Terre, in Versilia e ad Aulla. Nelle foto uno di loro, Salvatore Franchino, durante nei giorni dell'alluvione e ieri, con la foto che lo ritrae mentre partecipa al recupero del Cristo di Cimabue.
FIRENZE - La commemorazione. Gli angeli del fango a Firenze 46 anni dopo.
Un consiglio comunale straordinario nella Biblioteca nazionale e una corona nell'Arno, gettata dal ponte alle Grazie. Così ieri Firenze ha ricordato le 35 vittime dell'esondazione del 4 novembre 1966, che fece danni incalcolabili alla città e al suo patrimonio artistico. Dopo la seduta, il convegno degli angeli del fango, anche con i volontari delle alluvioni alle Cinque Terre, in Versilia e ad Aulla. Nelle foto uno di loro, Salvatore Franchino, durante nei giorni dell'alluvione e ieri, con la foto che lo ritrae mentre partecipa al recupero del Cristo di Cimabue.
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